A proposito di “cassa amica”

Ottobre 10, 2007 · No Comments

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Oggi mi viene riferita la notizia, a quanto pare sensazionale, che i maggiori Ipermercati italiani si doteranno di un sistema automatico che permetterà ai singoli clienti di fare da soli il conto finale della spesa e pagare.
Sarà! Ma avendo già provato questo fantastico sistema nel centro Auchan della mia città, non sono poi così entusiasta. Le chiamano “Cassa Amica”. Sono destinate a chi compra di dieci pezzi massimo, così si fa prima e si evitano le lunghe code. Ma quello che vedo è soltanto un lettore complicatissimo da usare. Perché? Bene allora spiego per benino come funziona.
Prendi il tuo bel prodottino dal cesto e lo passi per la lettura del codice a barre. E da li parte una voce metallica incessante che ti dice di depositare l’articolo “nella busta posta sulla pedana alla tua destra” (dopo aver passato due ore nell’iper per comprare proprio quel prodotto, non avevo mica intenzione di buttarlo via. Comunque grazie dell’informazione).

Tutto fila liscio fino quando hai avuto la malaugurata idea di comprare più pezzi dello stesso articolo, perché ti devi prodigare premendo un tasto che fa aprire una finestra dove ci sono varie combinazioni e indicare esattamente quale fa al caso tuo (tipo x2, x3, confezione da 10, ecc).

Il problema sorge con gli articoli che vanno scontati alla cassa o con le offerte speciali. Per esempio il famosissimo 3×2. Riuscite soltanto minimamente ad immaginare quante finestre devi aprire e quante opzioni devi scegliere per poi scoprire che era quella sbagliata? Ed è lì che cominci a capire perché intorno alla cassa ci sono prodotti sparsi ovunque.

E intanto la coda aumenta!

Vogliamo parlare poi di quando devi finalmente pagare?. Ancora finestre con opzioni. Ancora tasti da premere e se sei uno di quelli che paga con il contante sappi che dovrai averne in tasca una quantità indefinita. Si, perché la macchina ti risputa indietro le banconote che non sono perfettamente stirate (pezzente: che sono ‘sti soldi. Tira fuori quelli buoni…dai, dai). E tu che ogni volta cerchi disperatamente di infilare sempre la stessa 10 euro dopo aver cercato di stirarla tra le dita (Eh, ma la macchinetta è furba. Vuole solo soldi nuovi, lei). Ed è li che cominci a capire perché intorno alla cassa ci sono buste della spesa abbandonate

E intanto la coda aumenta!

Menzione a parte merita la tecnologia di cui è dotata la macchinetta. Si perché io parlavo di tasti, ma non risponde al vero. Che fai: non ci vuoi mettere una macchina supertecnologica di ultima generazione al servizio della gente? Certo che si! Ed ecco che tutto avviene con il sistema di “touch screen”, che soltanto a spiegarlo alle vecchiette ti si sono scongelati i sofficini.  In effetti, tutta la gente che è in coda cerca di dare una mano come può al malcapitato di turno. Si è creata una community e una volta dentro non è facile uscirne. Nel vero senso della parola. Comunque questo è un argomento a parte. Torniamo al touch screen. E’ così sensibile che basta toccarlo anche con il riverso della giacca che hai acquistato 10 confezioni di merendine. Ed ecco che vedi la gente che prima di cominciare si rimbocca le maniche, si lega i capelli, si soffia il naso, insomma fa tutto il necessario per prepararsi al proprio turno.

E intanto la coda aumenta!

Queste sono le uniche casse dove la coda è davvero infinita. Tu sei li con i tuoi tre prodotti da pagare alla “cassa amica”e alla “cassa normale” accanto vedi carrelli stracolmi di spesa che inesorabilmente passano, pagano e vanno via. Tutti con il sorriso sulle labbra, soddisfatti della spesa, mentre ti senti quasi compatito perché tu hai comprato solo tre cose e sei ancora lì (i sofficini ormai sono completamente andati.  Però gente non dovete preoccuparvi, perché per ogni cassa mica c’è una postazione con una hostess che è pronta a d aiutarvi in caso di difficoltà. E’ dotata di un computer dal quale vede tutti i movimenti della vostra cassa e in un baleno è lì per risolvere il tuo problema. Il che la maggiorparte delle volte significa che farà lei il conto al posto tuo. Ehhh….ma allora che senso ha! Tutta questa fatica non è servita a niente! E poi scusate. Adesso faccio un discorso un po’ serio. Che fine farebbero tutte le cassiere? Diventerà una categoria in via d’estinzione come il panda? Quelle donne tanto gentili che con pazienza infinita prendono uno per uno i prodotti della tua spesa e Bip li passano bip al lettore bip trovando anche il tempo bip di chiederti bip se ti trovi bene bip con quella marca di detersivo bip o de avevi visto bip che quel prodotto bip era in offerta bip…Totale spesa 75 euro…e i sofficini sono salvi…Alèèèè

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Grillismo: Comunicazione efficace?

Ottobre 1, 2007 · No Comments

 


Blog, giornali, trasmissioni televisive ormai tutti i media sembrano non parlare d’altro che del ritorno del FENOMENO BEPPE GRILLO. Più di una volta era sceso in campo a cercar di scuotere le coscienze e gli animi degli italiani, ma sabato 8 settembre ha veramente superato se stesso, come lui stesso afferma, quasi stupito, nel corso di alcune sue interviste.
Con un linguaggio discutibile, ma sicuramente molto incisivo e diretto è riuscito in un intento irraggiunto e irraggiungibile da i nostri politici e cioè sollevare l’entusiasmo negli animi italiani.
Beppe Grillo sferra un attacco mortale nei confronti di tutti quei politici che a suo avviso possono essere considerati indegni di rappresentare non solo il Parlamento italiano ma l’Italia stessa.
Invita il popolo a non farsi influenzare dalle continue critiche della classe dirigente. “Vi accusano di mancanza di Ideali…urla alla folla ……ma sono loro i veri “deficienti” che della famiglia, dell’amore di patria e del senso del dovere, fanno i loro ideali…per poi andare a p…..!!!!”.
Italiani!!!“ urla l’ineguagliabile comico “aprite gli occhi! Svegliatevi da questo torpore che dura da più di 50 anni, rendetevi conto che i veri inadeguati sono loro…..”
Parole forti urlate con l’entusiasmo di chi non ha lo scopo di volerti convincere, ma di credere e che quindi hanno come unico obiettivo comunicarti la realtà dei fatti e non delle parole promesse.
Ed ecco realizzato il miracolo… il popolo italiano si anima, si attiva, dimostra un interesse e una partecipazione, a detta di tutti ormai scomparse, gli animi si accendono davanti alla verità urlata senza filtri nè limiti di linguaggio e di censure. Beppe Grillo non recita un testo scritto da un abile comunicatore che delle sue qualità persuasive ha fatto un mestiere, ma dettato da un indignazione profonda, da uno sconforto sincero, da un disgusto genuino che ormai va avanti da molti anni, da troppi anni.
Una verità senza censure e senza limiti di linguaggio, tanto, da scadere nel volgare ed infamante… un eccesso da perdonare, forse, se si pensa che il giusto equilibrio sta sempre nel mezzo.

Claudia Perna La Torre

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Performance

Agosto 14, 2007 · 2 Comments

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Sarei curiosa di sapere da quando questo termine abbia cominciato a far parte del nostro quotidiano…

Che in ambito aziendale abbiamo mutuato tutti gli “inglesismi” possibili per rendere tutto più “international” è cosa nota, ma da quando un concetto talmente “pressante” abbia preso a perseguitarci anche nella vita privata è tutto da scoprire…

Forse perchè in Italiano “prestazione”, diciamoci la verità, è proprio poco “efficace” ma ormai di “performance” si parla in riferimento ai risultati scolastici, alle partite di calcetto, alla preparazione delle torte…etc., etc. (lasciamo a voi la fantasia di proseguire!)…sempre con il subdolo presupposto che a qualsiasi tipo di ”performance” sia, ovviamente, collegato un metodo di misurazione e confronto a cui è difficile sottrarsi…qualcuno è sempre in grado di fare meglio di te qualsiasi cosa… sempre un passo più in là….ed è altrettanto implicito, ancora più spesso, che per migliorare si debba far ricorso ad un qualche “training” di ultima generazione… a qualche nuova filsofia di vita o teoria emergente sulla persona e le sue possibilità…

Credo che tutto questo non può che farci entrare in un circolo vizioso davvero stressante e a mio avviso “immobilizzante” da un lato siamo spinti a fare sempre di più, dall’altro la meta si sposta sempre un po’ più avanti non determinando mai la sensazione di una vera e definitiva soddisfazione. Non siamo mai abbastanza bravi, mai sufficientemente o accettabilmente “performanti” per un contesto che viaggia più velocemente di noi… 

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“Riunionite acuta”

Luglio 26, 2007 · No Comments

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Ho un amico, un caro amico, super mega manager impegnatissimo, di quelli con budget a tanti zeri, poltrone molto comode e l’aria condizionata in ufficio! (di sti’ tempi è un benefit sotanziale!), che quando provi solo ad inviargli un sms per chiedergli come stai? risponde: “sono in riunione” come se “l’essere in riunione” fosse un nuovo stato di salute equivalente ad espressioni come ad esempio “bene, non mi lamento” oppure “tutto a posto, ma ho un po’ di raffreddore”… allora ti viene voglia di chiederti se c’è una cura; io gliela consiglierei….all’amico, ma temo che non possa sortire alcun effetto, la sistematica esposizione alla causa principale (le ore seduto intorno ad un tavolo, le “slides” che non sono delle simpatiche signorine che vanno avanti indietro a fare uno stacchetto musicale!!!) possa in ogni caso determinare il persistere della patologia, la “riunionite acuta!!!” e relativi sintomi…..

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Obiettivo palestra

Luglio 25, 2007 · 2 Comments

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….. driin, driiiiiiiiin, drinnnnnnn, ha pronto il report di fine trimestre?????

E’ puntuale come nessuno mai questo squillo, che si sovrappone senza tregua al mio…quale? quello che mi frulla in testa da un’ora e che mi dice, stasera ricordati che vai in palestra…drin driin, stasera dopo la palestra chiamare la mamma e ricordarle di andare dal medico giovedì prossimo, eh sì che se non glielo ricordo io dovrò poi farmi comunque un memo sul pc, il post-it numero 24 della categoria personal..quelli gialli…perchè quelli lavoro sono nella categoria “work” e sono quelli verdi e siamo al numero 38 in ordine sparso, di cui i primi tredici rientrano nelle urgenze e il resto tra le priorità senza ulteriore distinzione…ma quello del Report di fine trimestre con tutte le statistiche del venduto e il portafoglio ordini, proprio no! quello non era neanche tra i post-it è sulla mia scrivania, che minacia con grande serietà la mia oretta di palestra…..e dire che una delle caratteristiche degli obiettivi è che siano raggiungibili e concreti, andare in palestra è per me un obiettivo concreto ma poco raggiungibile!!!

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Telecomunicazioni: quando la realtà supera la satira

Luglio 25, 2007 · No Comments

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Credo di riportare il pensiero della maggior parte di noi se mi ergo nel dire che, le più grosse multinazionali italiane delle telecomunicazioni, che dovrebbe applicare strategie di comunicazione e marketing rivolte alla trasparenza dei servizi e dell’operato offerto al cittadino, rappresentano in sé la più grande contraddizione.

Non credo di allontanarmi dal pensiero di molti di voi dichiarando il senso di frustrazione che ci assale nel cercare di dialogare con l’operatore di turno ( per altro sempre diverso) .

Ma cerchiamo di capire cosa succede al mal capitato che per mera esigenza si avvicini a questo tipo di servizio:

Rimango sbigottita, attaccata al ricevitore del mio telefono d’ufficio. Sono 15 minuti che cerco di comunicare con una voce umana, ma dall’altra parte del telefono risponde continuamente una metallica segreteria telefonica: per parlare con l’ufficio vendite premere 1, assistenza tecnica Premere 2, problemi con il telefono premere 3, offerte e proposte promozionali 4 e mentre la sfilza dei numeri continua, io attendo fiduciosa il mio turno. Le linee sono momentaneamente occupate, ma per non perdere la priorità acquisita si consiglia di non riagganciare…… mi ripete insistentemente una voce sul sottofondo di una colonna sonora che rischia di assordare. I minuti passano…. la telefonata e gratuita spero guardando nervosamente l’orologio mentre il tempo trascorre. Ma ecco la tanto attesa voce umana…sono Gloria dice, in cosa posso esserle d’aiuto? e mentre tutto d’un fiato le espongo il problema che mi assilla, cade la comunicazione. Non ci posso credere, urlo stizzita sbattendo la cornetta sul telefono, mi rincuora solo il fatto che riprovando so già esattamente il numero da selezionare, e così, cercando di riacquistare la calma perduta, ripeto velocemente l’operazione….. accidenti! il tasto 8 non si può selezionare se prima la voce metallica non ha comunicato la presenza e la funzione dei 7 precedenti … attendo il mio turno e rimango in linea ….. sempre per non perdere la priorità acquisita.

Pronto! risponde una voce maschile dall’altro capo del telefono, mi accingo a spiegare, come alla collega, il motivo della telefonata, ma lui veloce come una gazzella mi dice:” attenda che provo a ripassarle la collega” e ancor prima di poterlo fermare, sento la musica assordante e di nuovo l’odioso e ripetitivo tu tu tu tu …. È caduta ancora, guardo incredula la cornetta aspettando che una voce amica mi consoli sull’accaduto.

E’ più di mezz’ora che provo a parlare con l’operatore del mio telefonino disponibile 24 ore su 24 e non ho ancora combinato niente.

Tutto è nato da quella maledetta offerta propostami perché volevo cambiare gestore…… signora mi ha detto un ragazzo che mai più andrò a recuperare …… se decide di restare nostra cliente le offriamo un buono sconto di euro 300 su tutte le telefonate, un “una tantum” di euro 150 e 50 messaggi gratuiti al mese…. Una proposta allettante difficile da rifiutare. E così, in barba al nuovo gestore, ho deciso di non cambiare.

Adesso con la bolletta in mano è mezz’ora che cerco di capire dove sono finiti i benefit a me promessi, ma ogni volta mi sento dire: resti in linea che mi informo e le faccio sapere………e stranamente ogni volta la linea cade.

Verificare per credere! Un consiglio?…… tenete d’occhio le vostre bellette, perché non diventino inspiegabilmente troppo bollenti. 

Pensieri di Claudia

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Il cappotto (liberamente ispirato a racconti illustri…)

Luglio 24, 2007 · No Comments

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Volevo un semplice cappotto, un cappotto semplice o “semplicemente un cappotto”… ma scopro che non c’è proprio niente di semplice in questo mio desiderio. Eh sì che desiderare un cappotto oggi, potrebbe non essere nemmeno un desiderio, ma soltanto un’informazione passata da testa a carta di credito! Emozione? Quale il sentire freddo forse? NO, no, no, no…beh si anche…ma per questo potrebbe essere sufficiente un “semplice cappotto” o semplicemente un cappotto”…ok che sia pure di un buon tessuto caldo, di un colore caldo, di una lunghezza che tenga caldo…ma altro? A cosa serve complicare un semplice cappotto….No, no,no, ah ecco sarà che non può non essere “trendy, fashion, glamour, vintage, cool…” Capisco adesso perchè ci vuole dimistichezza con le lingue., per soddisfare i bisogni primari, quelli alla base della piramide dell’amico Maslow, mica per andar in giro per il mondo a soddisfare bisogni più sofisticati…..E allora io che non posso che adeguarmi….al prossimo negozio chiederò un “paltò”…e fu così che mi rimbalzò l’audacia dritta addosso: “preferisce un taglio retrò, in tweed o in tessuto tecnico? Tessuto tecnico? e cosa c’è di tecnico in un tessuto io vorrei della semplice lana….ma poi scopro che la parola “semplice” non è di comune intendimento nè condivisione. Il panorama dell’offerta necessita una complicazione delle possibilità della domanda (ma non doveva essere il contrario?!). Mi sento guidata da un insolito destino ….Pertanto, ne conseguo che l’unica cosa di retrò che rimane in tutta questa storia è la mia domanda “vorrei un cappotto semplice”….

Allora riformuliamo la domanda…al prossimo “store” (a proposito negozio è “old fashion”…i mei progressi con le lingue sono strabilianti…) “vorrei un cappotto che non sia semplice affatto anzi particolare e molto”…e qui che pensando di possedere oramai lo scibile su cappotti ed affini, una triste scoperta… “per quale occasione?” ehehehehe?!?! Per quando fa freddo e basta nooooo?!?!?

….Akakij Akakievič se la camminava nella più festosa disposizione dei suoi sentimenti. Egli sentiva, ogni frazione di secondo, di avere sulle spalle un cappotto nuovo, e alcune volte sorrise persino per l’interiore compiacimento.
(N. Gogol’)

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Donna e carriera

Giugno 20, 2007 · 1 Comment

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 La vita nelle aziende milanesi è ben diversa da quella delle realtà meridionali. Parlo da barese, territorio in cui sono cresciuta e da cui mi sono catapultata qui a Milano.
Che dire, qual è la migliore? Ma migliore per chi? Per le donne in carriera o per le donne che alternano carriera e famiglia?
Qui a Milano non esiste una via di mezzo, secondo me. Potremmo lavorare 48 ore su 24, ma non basterebbero a soddisfare le richieste, a fare tutto ciò che potenzialmente vorremmo fare.

Io ho sempre desiderato fare carriera, ma non senza una famiglia, e non senza la mia famiglia.

Fiore

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Figura emblematica

Giugno 20, 2007 · No Comments

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Il capo dovrebbe essere un buon leader, mantenere in equilibrio armonie e dissapori all’interno del team, delegare mantenendo il proprio potere decisionale.
Difficile essere un buon leader, a volte le questioni personali hanno il sopravvento su quelle professionali, a volte il proprio carattere ha il sopravvento sulla razionalità richiesta nello svolgimento del proprio lavoro.

Allora, un buon leader è un buon comunicatore: non comunicare i pensieri negativi ma solo quelli positivi.
Un buon navigatore: esplorare le mille sfaccettature del proprio team, per comprenderne meglio le dinamiche…non tutto ciò che appare esiste.

Fiore

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Quanta pazienza con quel capo!

Maggio 30, 2007 · No Comments

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E’ sempre in lotta con sè e con gli altri, altro che leadership e autorevolezza, non mi vede neanche, io faccio tutto quello che mi chiede, è vero è il mio compito, mi tocca, però loda sempre qualcun altro, sembra quasi che io sia trasparente, il merito è sempre di questo o quello, dovrò proprio dirglielo un giorno che la ricerca sui distributori all’estero che aveva chiesto al giovane collega, l’ho dovuta impostare tutta dall’inizio io se non volevo che quel poveretto tremante e atterrito al suo primo incarico e per di più a progetto si autoeliminasse alal velocità delal luce, dovrò anche dirgli che tutte le volte che ci chiede se “possiamo prolungare” frase fatidica che di fatto significa “attrezzatevi per la notte”, per noi scattano nell’ordine:  giro di telefonate per riorganizzare la presa dei figli, sms al vetriolo con mogli e mariti telefoni riattaccati o nella migliore delle ipotesi un sacco di occasioni perdute per stare fuori di qui!

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