Il cappotto (liberamente ispirato a racconti illustri…)

Luglio 24, 2007 · Lascia un Commento

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Volevo un semplice cappotto, un cappotto semplice o “semplicemente un cappotto”… ma scopro che non c’è proprio niente di semplice in questo mio desiderio. Eh sì che desiderare un cappotto oggi, potrebbe non essere nemmeno un desiderio, ma soltanto un’informazione passata da testa a carta di credito! Emozione? Quale il sentire freddo forse? NO, no, no, no…beh si anche…ma per questo potrebbe essere sufficiente un “semplice cappotto” o semplicemente un cappotto”…ok che sia pure di un buon tessuto caldo, di un colore caldo, di una lunghezza che tenga caldo…ma altro? A cosa serve complicare un semplice cappotto….No, no,no, ah ecco sarà che non può non essere “trendy, fashion, glamour, vintage, cool…” Capisco adesso perchè ci vuole dimistichezza con le lingue., per soddisfare i bisogni primari, quelli alla base della piramide dell’amico Maslow, mica per andar in giro per il mondo a soddisfare bisogni più sofisticati…..E allora io che non posso che adeguarmi….al prossimo negozio chiederò un “paltò”…e fu così che mi rimbalzò l’audacia dritta addosso: “preferisce un taglio retrò, in tweed o in tessuto tecnico? Tessuto tecnico? e cosa c’è di tecnico in un tessuto io vorrei della semplice lana….ma poi scopro che la parola “semplice” non è di comune intendimento nè condivisione. Il panorama dell’offerta necessita una complicazione delle possibilità della domanda (ma non doveva essere il contrario?!). Mi sento guidata da un insolito destino ….Pertanto, ne conseguo che l’unica cosa di retrò che rimane in tutta questa storia è la mia domanda “vorrei un cappotto semplice”….

Allora riformuliamo la domanda…al prossimo “store” (a proposito negozio è “old fashion”…i mei progressi con le lingue sono strabilianti…) “vorrei un cappotto che non sia semplice affatto anzi particolare e molto”…e qui che pensando di possedere oramai lo scibile su cappotti ed affini, una triste scoperta… “per quale occasione?” ehehehehe?!?! Per quando fa freddo e basta nooooo?!?!?

….Akakij Akakievič se la camminava nella più festosa disposizione dei suoi sentimenti. Egli sentiva, ogni frazione di secondo, di avere sulle spalle un cappotto nuovo, e alcune volte sorrise persino per l’interiore compiacimento.
(N. Gogol’)

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