Performance

Agosto 14, 2007 · 2 Commenti

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Sarei curiosa di sapere da quando questo termine abbia cominciato a far parte del nostro quotidiano…

Che in ambito aziendale abbiamo mutuato tutti gli “inglesismi” possibili per rendere tutto più “international” è cosa nota, ma da quando un concetto talmente “pressante” abbia preso a perseguitarci anche nella vita privata è tutto da scoprire…

Forse perchè in Italiano “prestazione”, diciamoci la verità, è proprio poco “efficace” ma ormai di “performance” si parla in riferimento ai risultati scolastici, alle partite di calcetto, alla preparazione delle torte…etc., etc. (lasciamo a voi la fantasia di proseguire!)…sempre con il subdolo presupposto che a qualsiasi tipo di ”performance” sia, ovviamente, collegato un metodo di misurazione e confronto a cui è difficile sottrarsi…qualcuno è sempre in grado di fare meglio di te qualsiasi cosa… sempre un passo più in là….ed è altrettanto implicito, ancora più spesso, che per migliorare si debba far ricorso ad un qualche “training” di ultima generazione… a qualche nuova filsofia di vita o teoria emergente sulla persona e le sue possibilità…

Credo che tutto questo non può che farci entrare in un circolo vizioso davvero stressante e a mio avviso “immobilizzante” da un lato siamo spinti a fare sempre di più, dall’altro la meta si sposta sempre un po’ più avanti non determinando mai la sensazione di una vera e definitiva soddisfazione. Non siamo mai abbastanza bravi, mai sufficientemente o accettabilmente “performanti” per un contesto che viaggia più velocemente di noi… 

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2 risposte so far ↓

  • Gianni // Settembre 8, 2007 a 2:35 pm

    L’ unica cosa che mi pare ” performante” nel mondo moderno è la Sig. ra Velleità ( J.K. Laurance)

  • Maurizio // Febbraio 17, 2008 a 2:23 pm

    Io lavoro da 12 anni per una multinazionale americana.
    Loro hanno l’abitudine di cambiare ogni anno le procedure per l’analisi e la valutazione della performance.
    Non si fa neanche in tempo ad imparare come si fa che ZAC! mutano i criteri, i paradigmi, le metodologie e, soprattutto, la PROCEDURA.
    Risultato ogni anno impieghiamo in media una giornata lavorativa per l’input e una per l’analisi con il superiore diretto, quando basterebbero in tutto 4 ore.
    Inoltre non è possibile fare confronti tra un anno e l’altro.
    Certamente è corretto cercare di ottimizzare il sistema, ma quando è troppo e troppo!

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