Blog, giornali, trasmissioni televisive ormai tutti i media sembrano non parlare d’altro che del ritorno del FENOMENO BEPPE GRILLO. Più di una volta era sceso in campo a cercar di scuotere le coscienze e gli animi degli italiani, ma sabato 8 settembre ha veramente superato se stesso, come lui stesso afferma, quasi stupito, nel corso di alcune sue interviste.
Con un linguaggio discutibile, ma sicuramente molto incisivo e diretto è riuscito in un intento irraggiunto e irraggiungibile da i nostri politici e cioè sollevare l’entusiasmo negli animi italiani.
Beppe Grillo sferra un attacco mortale nei confronti di tutti quei politici che a suo avviso possono essere considerati indegni di rappresentare non solo il Parlamento italiano ma l’Italia stessa.
Invita il popolo a non farsi influenzare dalle continue critiche della classe dirigente. “Vi accusano di mancanza di Ideali…urla alla folla ……ma sono loro i veri “deficienti” che della famiglia, dell’amore di patria e del senso del dovere, fanno i loro ideali…per poi andare a p…..!!!!”.
“Italiani!!!“ urla l’ineguagliabile comico “aprite gli occhi! Svegliatevi da questo torpore che dura da più di 50 anni, rendetevi conto che i veri inadeguati sono loro…..”
Parole forti urlate con l’entusiasmo di chi non ha lo scopo di volerti convincere, ma di credere e che quindi hanno come unico obiettivo comunicarti la realtà dei fatti e non delle parole promesse.
Ed ecco realizzato il miracolo… il popolo italiano si anima, si attiva, dimostra un interesse e una partecipazione, a detta di tutti ormai scomparse, gli animi si accendono davanti alla verità urlata senza filtri nè limiti di linguaggio e di censure. Beppe Grillo non recita un testo scritto da un abile comunicatore che delle sue qualità persuasive ha fatto un mestiere, ma dettato da un indignazione profonda, da uno sconforto sincero, da un disgusto genuino che ormai va avanti da molti anni, da troppi anni.
Una verità senza censure e senza limiti di linguaggio, tanto, da scadere nel volgare ed infamante… un eccesso da perdonare, forse, se si pensa che il giusto equilibrio sta sempre nel mezzo.



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